I RUGGENTI ANNI VENTI

Il mondo esce stravolto dalla Prima Guerra Mondiale e molte compagnie di navigazione faticano a riprendere l’attività in mezzo a un panorama fortemente mutato. La nobiltà, ricca e stereotipata, lascia il posto alla “middle class”, che diviene il nuovo ceto di riferimento del mondo occidentale. 

Negli anni Venti gli Stati Uniti chiudono le frontiere a nuovi emigranti, la principale fonte di introito per gli armatori, ma allo stesso tempo stimolano la creazione di un nuovo tipo di passeggero, il turista transatlantico. Infatti sono molti i soldati americani che desiderano tornare con la famiglia nei luoghi del Vecchio Mondo dove hanno combattuto e da dove spesso provenivano i loro avi. Nasce così la classe turistica rivolta al ceto medio americano, mentre i flussi di migrazione primaria si spostano verso il Centro America, l’America Latina e l’Australia. 

Il termine “crociera” non ha ancora l’accezione di oggi, negli anni Venti si parla di “viaggi di piacere” per distinguerli da quelli di linea. 

Sono anche gli anni della prima emancipazione femminile, nata nei college statunitensi. Anche le signore possono finalmente indossare un costume da bagno o fare sport in pubblico, esprimendo finalmente una libertà che inizia a prendere piede come uno dei soggetti promozionali preferiti dai grafici chiamati a illustrare il viaggio in mare. Vi si dedicano molti nomi celebri: Gino Boccasile, Marcello Dudovich, Lucio Fontana, Giovanni Patrone, Antonio Quaiatti, Filippo Romoli, Giorgio Settala… 

Il loro compito è quello di far conoscere al pubblico i primi colossi transatlantici italiani, concepiti prima della Grande Guerra, ma entrati in servizio solo negli anni Venti: Conte Rosso, Conte Verde, Giulio Cesare, Duilio, Esperia… Altre navi, ancora più grandi e moderne, prenderanno servizio pochi anni più tardi. 

È anche l’epoca delle motonavi. Il motore diesel diventa una valida alternativa alla propulsione a vapore. 

Saturnia e Vulcania, costruite a Monfalcone tra il 1925 e il 1928, sono dotate di motori a combustione interna e propongono una nuova tipologia di nave di linea, meno veloce ma molto più semplice ed economica da operare. Si distinguono dai piroscafi perché fanno poco fumo, che smette di essere un requisito di potenza associato alle grandi navi di linea.

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