Gli anni tra i due conflitti mondiali vedono la rapida affermazione dei cantieri navali e delle società di navigazione italiane. Alcuni primati consacrano i costruttori nazionali tra i migliori al mondo.
Nel 1927 l’Augustus della Navigazione Generale Italiana, ottiene il primato di maggiore nave a propulsione diesel mai realizzata, mentre nel 1931 la Victoria del Lloyd Triestino è la più veloce motonave del mondo.
L’anno successivo entrano in servizio due dei transatlantici più grandi, veloci e lussuosi dell’epoca tra le due guerre, il Rex e il Conte di Savoia. Il primo offre ai passeggeri di prima classe molte novità, tra le quali l’aria condizionata, il centro termale e il “L’Osservatore triestino”, il cinema sonoro. Il secondo è invece il primo a essere dotato di un sistema di stabilizzazione per prevenire il mal di mare anche col cattivo tempo.
Victoria e Conte di Savoia, progettati da Nicolò Costanzi e Gustavo Pulitzer Finali e costruiti a Trieste, rappresentano inoltre il rinnovo estetico sia nella linea esterna che negli arredamenti, proponendo “la nave di moda”, quella in stile Novecento.
Nell’agosto del 1933 il Rex vince il Nastro Azzurro, il record mondiale di velocità tra Europa e Stati Uniti, attraversando l’Atlantico in poco più di quattro giorni e mezzo alla straordinaria velocità media di 29 nodi.
La grande ammiraglia entra nel mito, diventando un simbolo tangibile del riscatto industriale della nazione della quale inalza la bandiera.
Anche Federico Fellini sceglie il Rex per la scena centrale del suo capolavoro cinematografico “Amarcord”. La colossale nave, sfavillante di luci, scivola via nella notte come un sogno meraviglioso.